Ai confini dello spazio e del tempo… o quasi…

di Alessandro Ravagnin

H.G. Wells scrisse parecchi anni fa un famoso libro (che poi venne trasposto al cinema con risultati non molto esaltanti), incentrato sulla macchina del tempo e sui viaggi temporali. Il protagonista, in seguito alla perdita della sua amata, inventò una macchina del tempo per tornare nel passato ed impedire la sua tragica morte. Ci riuscì, ma il destino volle che nella “realtà” alternativa, l’amata morì ugualmente a causa di un altro nefasto evento. Capì che il destino non è modificabile a piacimento, decise così di viaggiare nel futuro per capire i motivi di questa non modificabilità ….e successe di tutto…

Di film sui viaggi nel tempo ne son stati fatti a bizzeffe: dalla trilogia (bellissima) di Ritorno al futuro, passando per Looper, Donnie Darko (un cult!!!), StarTrek First Contact, Interstellar (ogni volta che Cooper, fuoriuscito dal Tesseract, incontra sua figlia invecchiata di 76 anni mi metto a piangere), arrivando ai più recenti e cervellotici Predestination e Tenet (che parla più di inversione del tempo che di viaggio nel tempo). Hanno avuto più o meno tutti successo ed hanno soprattutto affacinato tutti quanti per le questioni “ideologico/filosofiche/cosmologiche/fisiche e metafisiche” che pongono. E se incontrassimo noi stessi nel passato? E se impedissimo la nostra nascita? E se…. e se…. e se…

Che poi son questi i bei film! Quelli che ti attivano i neuroni (uno nel mio caso, come sostiene mia moglie) e li fanno girare nella scatola cranica come la particella di acqua della famosa pubblicità, alla ricerca di risposte e macinando nuovi interrogativi.

Tutti noi sappiamo che guardare le stelle vuol dire guardare nel passato! La luce ha una velocità finita (ca. 300.000km/s) e più guardiamo in là nello spazio, più in là guardiamo nel tempo. Il sole è distante 8 minuti luce dalla terra. Il che vuol dire che la luce che arriva alla nostra retina in questo istante, è in realtà partita dalla superficie del sole 8 minuti fa, il che vuol dire che lo stiamo guarando quando era più giovane di 8 minuti rispetto al “momento attuale”. Che poi….non potendo viaggiare più veloce della luce, non potrà mai nessuno partire dalla terra e vedere come realmente è il sole in “questo momento”; seguendo il ragionamento, non potrà neanche mai nessuno, in prossimità del sole, scattare una foto di come è il sole in “questo momento” e spedirmela in qualche modo….perchè, il qualche modo, non potrà mai essere più veloce…..della luce stessa! Non appena mi arriva la sua foto, mi arriva anche la luce del sole stesso…e quindi la foto me la posso fare da solo! Il concetto è semplice ma già difficile da seguire vista la nostra esperienza quotidiana…. Vi ho confusi? Bene…andiamo avanti.

Montiamo quindi a bordo della Delorean assieme a Doc…..e cominciamo ad andare al di la del nostro sole. Il nostro sole si trova a ca. 26.000 anni luce dal centro della Via Lattea (la nostra galassia)! Il che vuol dire che quando guardiamo verso il suo centro, andiamo indietro nel tempo di 26.000 anni! Usciamo dalla Via Lattea ed attraversiamo il “vuoto cosmico” che ci divide dal resto dell’universo.

Ora puntiamo una galassia lontana e puntiamo l’Orsa maggiore. L’ultima galassia che ho fotografato (NGC3718, 8 ore di posa in 4 serate consecutive di inizio Aprile 2021) è una splendida spirale barrata distante 52.000.000 anni luce, con le braccia esterne completamente deformate dall’integrazione gravitazionale di una galassia compatta molto vicina (sulla destra nell’immagine sotto, distante dalla sua dirimpettaia NGC3718 150.000 anni luce, ci starebbe praticamente in mezzo alle due la nostra Via Lattea).

Stiamo quindi guardando 52 milioni di anni luce indietro nel tempo!!!

Continuiamo il viaggio indietro nel tempo (in là nello spazio) e puntiamo alla parte più in alto di questa galassia, dove incontriamo un gruppetto di 5 “piccole” galassie interagenti che sono posizionate alla mastodontica distanza di 400.000.000 anni luce da noi! Scrivo “piccole” tra virgolette, perchè in realtà non sono poi così piccole…vista l’enorme distanza….Siamo così giunti al Gruppo di Hickson numero 56, con galassie di magnitudine (la misura della luminosità degli astri) da 15 a 17.

Ma nel campo inquadrato, c’è qualche oggetto più distante? Al che mi sono informato in rete ed ho chiesto il supporto ad Andrea T-Rex per fare il salto “cosmologico” che fino a qualche giorno fa non avrei mai pensato di (poter) fare. Un po’ come Marty Mcfly, che dopo essere andato nel 1955, torna ancora più indietro nel tempo per recuperare l’amico Doc nel lontano 1885!!!

Ecco quindi l’immagine originale esageratamente elaborata con indicati tutti gli oggetti extra galattici dei quali son riuscito a raccogliere i deboli fotoni partiti anni e anni fa.

Ed ecco la risposta alla domanda di prima: SDSS J113316.42+530059.2!

E che diavolo è questo codice? Un QUASAR! Ho fotografato un QUASAR distante miliardi di anni luce. Miliardi! I QUASAR sono i progenitori delle galassie come noi le conosciamo, all’interno dei quali un enorme buco nero supermassiccio continua a fagocitare incredibili quantità di materia che per attrito emette micidiali quantità di energia (avete presente Gargantua?) rendendo questi nuclei galattici attivi gli oggetti più luminosi dell’universo visibile. L’impressionante luminosità li rende quindi osservabili anche ad enormi distanze! Anche dal mio umile telescopio!

Nella fattispecie la luce del QUASAR sopra citato (evidenziato in viola nel centro dell’immagine sopra ed ingrandito moltissimo nel riquadro sotto sulla destra) è partita 9.3 miliardi di anni fa, ossia 4.4 miliadi di anni dopo la formazione dell’universo, che ad oggi si stima avere una vita di 13.7 miliardi di anni. Ma se la luce di questo QUASAR è partita 9.3 miliardi di anni fa, nel mentre che ha percorso lo spazio per arrivare al mio sensore, a che distanza si trova realmente l’oggetto in questo momento? A 16.3 miliardi di anni luce!!!!

Non mi state più seguendo? Niente paura, non ho capito niente pure io …. che sto scrivendo quello che Andrea mi ha detto di scrivere 🙂

Affascinante!

P.S.: La magnitudine appartente del QUASAR che ho fotografato è ca. 21, mentre l’altro QUASAR inquadrato (linea verde) è un po’ più vicino, ma più debole: magnitudine 22!!!!

P. S. 2: Per risolvere gli oggetti della mia immagine mi sono avvalso di Pixinsight, poi con Aladin ho estratto l’elenco di tutti gli oggetti extra galattici del campo che ho ripreso, e quindi cercato nei cataloghi online i due oggetti in questione (che risultavamo i più lontani ed i più deboli). Nell’immagine sopra, a fianco dei dati astrometrici, l’immagine originale della Sloan Digital Sky Survey… E scusate se è poco…. Con un C11 ed una camera da 1000euro.

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