Librazione della Luna minerale

di Alessandro Ravagnin

Su suggerimento di Christian, ho fatto delle prove di elaborazione della Luna con una tecnica particolare che ne evidenzia le sfumature cromatiche dovute alle composizioni mineralogiche della superficie.

Complice il bel tempo, son riuscito inoltre a riprendere con costanza per 7 serate consecutive la luna, dal primo quarto alla pienezza, con l’ulteriore fortuna di riprendere per un paio di sere con la luna quasi allo zenit ed un’ottima calma atmosferica.

Uno dei miei sogni nel cassetto è quello di riprendere una lunazione completa, ma penso resterà un sogno perché avere la possibilità di riprendere per 29 giorni consecutivi il nostro amato satellite è quasi impossibile. Forse Tom Cruise potrebbe riuscire nell’impresa, ma io no…

Insomma, affrontiamo i due temi dell’articolo, partendo dal primo: la Luna Minerale. Che diavolo vuol dire?

Vi siete mai chiesti qual è il vero colore della luna? A volte da terra la si vede arancio, a volte azzurrina, spesso gialla, altre volte bianca. In realtà è grigio scuro come l’asfalto appena posato!!!! È il nostro sole (luce bianca) che la illumina e la luce riflessa attraversa la nostra atmosfera filtrando le componenti blu al tramonto (così la si vede rossa) o non filtrando quasi niente quando è allo zenit (così la si vede bianca).

Ma l’asfalto è tutto uguale? Più o meno si! La luna invece, aumentando i contrasti, si da vedere più colorata di quanto normalmente vediamo. Questo è dovuto alle differenti componenti della sua superficie, ricca in molte zone di ferro e titanio (la quantità di questi due causano le tonalità rossicce/blu), nonché altri minerali.

Per ottenere le immagini di questo articolo ho sommato con Autostakkert ca. 300/500 frame per serata. Poi ho preso l’output in luminanza per i dettagli (facendoli emergere con maschere di contrasto a raggio 1) e l’output in crominanza per i colori (aumentato semplicemente la saturazione). Il risultato è decisamente carino.

Il secondo tema dell’articolo è la librazione lunare. Vi siete mai chiesti se la superficie che vediamo è sempre la stessa? È un dato di fatto che la luna espone a noi sempre la stessa faccia, ma nell’orbita che compie ruzzolando attorno alla terra ha delle fluttuazioni che ci permettono di vedere piu del 50% della superficie a noi rivolta. La Luna infatti ruota intorno al proprio asse con ritmo costante ma gira intorno alla Terra con velocità variabile, trovandosi in un’orbita ellittica. L’effetto finale è che, invece della metà, solo il 41% della superficie lunare è sempre visibile, un altro 41% è sempre nascosto, e un ulteriore 18% oscilla tra la porzione di superficie visibile e quella nascosta (ref. Wikipedia).

Nel filmato in testa all’articolo, ottenuto montando le riprese delle ultime sette sere (dal quarto di luna alla luna piena), si vede chiaramente il fenomeno sopracitato. Il montaggio non è stato affatto semplice, in quanto ho dovuto calibrare tutte le foto, elaborate da sorgenti differenti risultate da riprese in condizioni differenti. 8 layer da 25Mpx l’uno a 16bit infine non sono la cosa più semplice da maneggiare con Gimp.

Affascinante…

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