Frozen, il regno di ghiaccio

di Alessandro Ravagnin

E venne il freddo…

Le serate invernali sono sempre propizie per le foto deep-sky (nebulose, galassie e ammassi stellari) grazie alla maggior limpidezza del cielo. L’aria fredda concilia spesso con un cielo più terso, anche se molto più turbolento rispetto agli altri mesi dell’anno (avete presente le stelle che sembrano friggere come i calamari nell’olio bollente?). Il periodo invernale inoltre è propizio perché porta alta al meridiano una delle costellazioni più fotografate e conosciute dell’intero firmamento: Orione

E’ fotografabile da chiunque, basta una reflex o anche un cellulare di ultima generazione…

Nelle ultime serate ho fatto un po’ di riprese e di test con la nuova strumentazione, usando sia il C11 che il rifrattore 115mm che il tele Canon 70-200mm f/4, riprendendo sia con la mia vecchia cara EOS350D modificata, che con la ASI294MC Pro, sia con filtri che senza. Ringrazio Christian per il supporto e l’aiuto nel analizzare le riprese e commentare i risultati, Andrea per la pazienza dimostrata nel leggere tutte le nostre paturnie…

Partiamo con la la prima immagine, ripresa con la ASI ed il Canon a 80mm di focale: 90 pose da 45s più altre 10 da 120s. L’enorme gradiente atmosferico dovuto all’inquinamento luminoso (non ho usato filtri) mi ha costretto a pulire molto il fondo cielo nella parte bassa (sud), nonostante i tempi di posa abbastanza corti. Le riprese a largo campo si portano dietro purtroppo questi problemi e questo extra lavoro in post processing.

La spada e la cintura di Orione, con le nebulose M42, IC434 (Testa di Cavallo) e NGC20204 (Fiamma)

La stessa ripresa l’ho provata con la EOS350D applicando in un caso un filtro LPS Idas, niente nell’altro, a 800ISO. Ho dato in pasto a Christian i raw che ha elaborato con Pixinsight le immagini. Ne è emerso un maggiore rumore della EOS (la ASI era raffreddata a – 28°C), una maggiore dinamica del segnale della ASI su tutti e tre i canali, una maggiore saturazione del rosso sulla EOS. Decisamente migliore l’immagine ottenuta dalla ASI, anche se, per le nebulose rosse, non così superiore come ci si sarebbe aspettato.

A sinistra canale R della EOS con LPS, al centro EOS senza filtri, a destra ASI294MC Pro senza filtri

La ripresa successiva è stata ottenuta qualche sera fa col C11 ridotto a f/7 con la ASI. L’immagine soffre un po’ di mancanza del flat field ed un po’ di rumore in genere (manca una oretta di esposizione): 73 pose da 60s

Testa di Cavallo ripresa col C11 HD

Un mesetto fa feci anche questa, con lo stesso setup: 10 pose da 180s

Nebulosa Fiamma ripresa col C11 HD

Infine, la conclusione del lavoro, con la ripresa della cintura di Orione fatta col Tecnosky 115mm a 800mm di focale e sempre la ASI294MC Pro. La ripresa iniziale era composta da 200 pose da 30s, alla quale ho però aggiunto le due fatte col C11 per dare “corpo” e “pulizia” alle due nebulose.

La regione attorno alla stella Alnitak con le due belle nebulose della cintura di Orione

A fine serata…ed a fine articolo…la motivazione del titolo: Elsa di Arendelle è passata per l’osservatorio a farmi visita…. Brrrrrrr che freddoooooo. O forse è stato Siberius degli Incredibili…mah, chi lo sa!

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