A.D.A.M. Observatory

di Alessandro Ravagnin

Hai sempre desiderato una postazione fissa? Non sai come fare e vorresti qualche consiglio? Qui di seguito ti racconto la mia esperienza, iniziata a Marzo 2020 con l’arrivo della pandemia di COVID19. Ho rischiato di venire bandito dal gruppo T-Rex, a causa della spesa sostenuta abbastanza elevata, ma ho avuto una gentile concessione dal “capo” (Andrea Bertocco, capo gruppo T-Rex… Il più Rex di tutti!!!)

Marzo: lockdown!

Chiuso in casa tutti i giorni, complice una sequenza meravigliosa di serate limpide di cielo sereno, ho tolto una bel giorno le ragnatele dal mio C8. Seguendo i consigli di Christian ho iniziato a fare un po’ di test con la mia “vecchia” (comprata un po’ di anni fa e mai usata) Asi290MC, al fuoco diretto e senza autoguida (EQ6 Pro primo modello, nessun telescopio di guida e no guida fuori asse). Galassie. Galassie ed ancora Galassie. Mai fatte così tante (5!) in vita mia…ENTUSIASMO A BOMBA!!! Pose brevi da 30s, giusto per ridurre al minimo il mosso, tante pose e via di stacking!

Di sera in sera l’entusiasmo è cresciuto, ma anche la frustrazione per il lockdown non era da meno. Al che, un bel giorno, è partito “l’embolo”: spendiamo un po’ di soldi e compriamo un rifrattore a media/corta focale. Il C8, storico compagno di viaggio, era effettivamente difficile da gestire per riprese “toccata e fuga”, soprattutto senza guida. La tecnica del lucky-imaging reggeva, ma non era sufficiente per le mie aspirazioni ed obiettivi; come pure la camera di acquisizione: troppo votata al planetario.

Aprile: follie primaverili!

Al che, il primo acquisto è stata l’accoppiata 115/800 della Tecnosky e la ZWO Asi 294 MC (per finanziare vendetti un tele Sigma Apo 150-500mm molto molto valido). Le pose sono improvvisamente diminuite (da 200 a 50) a favore di un tempo di integrazione maggiore (da 30s a 120s). Ho iniziato anche i primi esperimenti di autoguida con il piccolo telescopio ZWO da 120mm di focale e la Asi 290 MC. Ho letto un po’ di info in rete, ho chiesto sempre consiglio a Christian, et-voilà, la prima ripresa “veramente deep-sky” è stata servita. PHD Guiding abbastanza semplice da utilizzare ed errore di inseguimento buono!

Maggio: secondo embolo. Grosso grosso questo! VOGLIO LA POSTAZIONE FISSA.

Sogno di quando ero bambino (penso sia un sogno per qualsiasi astrofilo), la postazione fissa è diventata il chiodo fisse delle serate di Maggio. Avrò chiesto una miriade di preventivi a tutti costruttori locali di casette in legno, senza cavarne ragno dal buco. Nessuno si prendeva la responsabilità di realizzare e vendere una casetta col tetto apribile. Il progetto iniziale prevedeva una soluzione che avevo visto presso un costruttore tedesco, molto semplice da realizzare, anche se abbastanza limitata (tetto non motorizzabile). Il prodotto commercializzato dal tedesco era abbastanza economico, eccetto il trasporto e “l’opzione impregnante” (obbligatoria per una casetta in legno): la somma delle due superava il prezzo della casetta. Soluzione abbandonata.

Al che, dopo un mese di ricerche, optai per casetta in ISOPAN e tetto a falde scorrevoli. Dopo un paio di preventivi abbandonai (un trentino mi quotò il tetto apribile con motorizzazione per 6000euro!!!).

Giugno: basamento

Iniziai quindi, un po’ sconsolato, i lavori per il basamento: rimozione di 15cm di erba e terra per un totale di 15mq, con buco centrale per ospitare la colonna da 70x70cm riempito di cemento ed uno scavo di 10cm per la posa del corrugato per i cavi di alimentazione ed il bus domotico (rigorosamente l’ottima domotica By-me della Vimar)

L’operazione successiva fu l’aggiunta di un telo permeabile contenitivo (per far scorrere l’acqua ed evitare ristagni) sopra al quale fu steso uno strato di ghiaino molto fino (per dare compattezza al fondo) e molto ben livellato. Sopra al ghiaino son state quindi posate delle piastre quadrate di cemento da 37mm di spessore e 50cm di lato (piastre di seconda scelta, in stile T-Rex).

Una giornata e mezzo di lavoro ed il basamento era pronto….mancava solo la casetta! Per contenere le piastre ed evitare cedimenti/spostamenti del tutto, è stata fatta anche una spalletta in cemento lungo tutto il perimetro del basamento.

Luglio: finalmente la casetta!

Stanco di cercare, alla fine optai per l’osservatorio commercializzato da Tecnosky (Giuliano Monti ha acquisito, nonostante alcune vicissitudini iniziali, un nuovo cliente decisamente fidelizzato). Nel mentre, da un simpaticissimo astrofilo bellunese e tramite il sito Astrosell, comprai una montatura in grado di reggere il C8 ed il 115 assieme. L’avevo sempre vista in internet, mai dal vivo. Quando arrivai fui colpito dalla mole. Enorme (sì, lo so, ce ne sono anche di più massicce, ma considerando che provenivo dalla EQ6, per me l’impatto è stato abbastanza forte).

Dopo un mese e mezzo dall’ordine della casetta (consegnata smontata in un unico pallet sopra una cassa di legno di compensato marino molto robusto, usato poi per realizzare alcuni “accessori”) , finalmente arrivò il momento del montaggio. Mi feci aiutare da mio cognato e dopo un un paio di orette la casetta era in piedi! Il prezzo della casetta è decisamente elevato, ma devo dire che la semplicità di montaggio (basta un avvitatore elettrico) e la comodità di aver trovato tutto pronto (ci son tutte le indicazioni col pennarello sui vari pezzi da assemblare) ne ha valso la spesa.

Posa del basamento in acciaio
Montaggio del tetto a tre falde

Una volta concluso il montaggio della casetta ho effettuato tre fori nel pavimento in legno per infilare le zampe del treppiedi e poggiare il tutto direttamente sui piastroni di cemento della pavimentazione. Rispetto al progetto originale infatti, che prevedeva una colonna centrale, ho apportato una variante. Il treppiedi della EQ8 era così solido e compatto, che ho deciso di comprarlo ed usarlo al posto della colonna. I fori li ho fatti leggermente disassati rispetto al centro della casetta al fine di guadagnare spazio per muovermi all’interno dell’osservatorio. Oltre ai tre fori ho anche fatto uno scanso per il passaggio dei cavi per l’impianto elettrico e di automazione. Al che ho dato due mani di impregnante per proteggere il pavimento da umidità e muffe.

Impregnante per legno sul pavimento (2 mani a 3 ore di distanza)

Arriviamo quindi all’impianto elettrico. Ho ridotto ai minimi termini i cavi, tutti infilati in una canalina (regalata da un amico) appoggiata per terra ed una piccola canala piazzata in verticale. Dentro ci sono i cavi del 230V, gli alimentatori vari ed i dispositivi domotici della Vimar. In questo modo posso controllare da dentro casa e con lo smartphone l’apertura del tetto, la luce (striscia led RGB dimmerabile) e l’attivazione dei vari carichi. Diciamo che poter dire da dentro casa “ehy google apri l’osservatorio” fa proprio figo. Magari in un altro post parlerò della parte tecnologica che gestisce l’osservatorio.

Estrazione cavi per impianto elettrico ed automazione
App per il controllo remoto dell’osservatorio
Posa della EQ8

Tra le ultime operazioni effettuate c’è stato il posizionamento dei tubi. Vedere “l’arancione” comodamente adagiato a fianco del 115 sopra la eq8 all’interno di una degna casetta mi ha aperto il cuore. Stavo per piangere dall’emozione…

Telescopi montati in parallelo
Prima luce e primi test

Infine, come ultima cosa, ho disegnato al computer il logo dell’osservatorio e fatto stampare tramite sito di digital printing una bella targhetta. Eccola qua, in onore della mia famiglia: due figli, una bellissima moglie, i rispettivi nostri genitori. Ed è proprio da tutte le nostre iniziali che l’osservatorio prende il nome: ADAM (Andrea e Davide, i figli, AnnaRosa Alberto Alfio e Maria i genitori). Ed ADAM richiama anche il primo essere del creato…(tralasciando lo splendido Neo Genesis Evangelion). Chicca finale, le cifre nel logo a rappresentare le date più importanti per me ed Elisa (un po’ “criptate” in stile Codice Da Vinci di Dan Brown) : le cifre delle nostre date di nascita (2501077: lei a gennaio io ottobre) il primo bacio (101010), la data del matrimonio (111014).

Targa esterna
Inaugurazione e battesimo con un bellissimo arcobaleno

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