Mappe pianeti con WinJUPOS

Ecco di seguito la procedura, un po’ semplificata, per creare dei bellissimi planisferi dei pianeti, Marte nella fattispecie, a partire dalle singole immagini del disco planetario.

La procedura richiede come primo passaggio, la misurazione delle singole immagini, generalmente create ed usata per la derotazione delle immagini del globo.

Una volta aperto WinJUPOS bisogna andare nel menu principale ed aprire la funzione “Map computation”

A questo punto bisogna aggiungere una delle misure precedentemente effettuate

e quindi compilare la mappa (tasto “Compile map” o “F12”)

A questo punto si salva l’immagine ottenuta e si ripete il procedimento per tutte le misure disponibili. Ovviamente, per ottenere una mappa “senza buchi” bisogna avere immagini che coprano tutta la rotazione del pianeta (almeno 3 settimane). Il minimo è 3 immagini, anche se l’ottimo è dato da 6 immagini (un sesto di superficie è la scelta migliore).

Salvate tutte le immagini, le si aprono quindi con Gimp (o Photoshop o altri software di elaborazione immagini che permettano di lavorare coi layer) e partendo da una di esse si procede col creare i vari layer.

Si copiano ed incollano quindi le singole immagini sulla prima di riferimento (quella dove si son creati i vari layer) ed una per una si inziano a “scontornare”. Questa è l’operazione più “manuale” ed un po’ artistica di tutto il processo, perchè bisogna stare attenti a non cancellare i dettagli utili dell’immagine superiore, o cancellare troppo creando dei “buchi”.

Scontornata per bene l’immagine del layer superiore si procede con la calibrazione della luminosità e delle tonalità. Se i processi di elaborazione tra le varie immagini riprese nei vari giorni di osservazioni sono differenti, si avrà una leggera differenza di resa cromatica e luminosità/contrasto tra i vari layer. Questo è il secondo step “complicato” e che bisogna fare per bene, pena un planisfero con evidenti differenze zonali.

Completata l’operazione, si procede con tutte le immagini create con WinJUPOS e si fondono quindi tutti i livelli.

Da ora in poi si può, con lo strumento timbro di Gimp, si può ritoccare le zone di intersezione dei vari layer fusi assieme che verosimilmente presenteranno leggere imperfezioni.

Ecco qui iul risultato finale:

A questo punto solo la fantasia (e molto tempo libero) permetterà di fare composizioni scenografiche molto belle ed appaganti. Come questo raffronto tra le planimetrie delle opposizioni del 2020, del 2003 e del 1995. Quest’ultima, ottenuta invece con strumenti “analogici”: la mano!

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